Il pattugliatore offshore Ugolino Vivaldi nasce all’interno di un percorso di rinnovamento che la Marina Militare italiana porta avanti da anni per sostituire unità ormai datate e adeguare la flotta alle esigenze operative del presente.
Il Mediterraneo è diventato uno spazio sempre più complesso, attraversato da traffici intensi, crisi ricorrenti e nuove minacce che richiedono capacità di sorveglianza continua, interventi rapidi e piattaforme versatili. Le navi progettate negli anni Ottanta e Novanta non erano più in grado di rispondere in modo efficace a questo scenario, segnato dall’uso crescente di droni, da attività ibride e da missioni che spaziano dal controllo dei confini alla protezione civile.
In questo contesto è stato concepito il programma OPV, affidato a Orizzonte Sistemi Navali, la joint venture tra Fincantieri e Leonardo. L’obiettivo era creare una nave capace di adattarsi a compiti molto diversi, con un’impostazione modulare e tecnologie in grado di sostenere operazioni prolungate. Il varo del Vivaldi a Riva Trigoso rappresenta quindi un passaggio simbolico e operativo: segna l’avanzamento di un progetto che non riguarda solo la sostituzione di vecchie unità, ma la costruzione di una nuova generazione di pattugliatori pensati per un ambiente marittimo radicalmente cambiato.
La scelta del nome richiama la tradizione della Marina italiana. L’Ugolino Vivaldi era un cacciatorpediniere della Regia Marina, protagonista di una missione drammatica nel 1943. Riprendere quel nome significa collocare la nuova nave in una linea di continuità storica, unendo memoria e innovazione, passato e futuro. Allo stesso tempo, il programma OPV si inserisce in un quadro europeo più ampio, in cui diversi Paesi stanno investendo in piattaforme di pattugliamento moderne per rafforzare la sicurezza marittima e la capacità di risposta alle crisi. L’Italia, grazie a Fincantieri, continua a svolgere un ruolo centrale in questo processo, contribuendo alla costruzione di una capacità navale europea più integrata e tecnologicamente avanzata.
Dettagli tecnici e ruolo nella difesa italiana ed europea
Il Ugolino Vivaldi rappresenta una delle piattaforme più moderne oggi in costruzione per la Marina Militare italiana, concepita per unire capacità operative avanzate e grande flessibilità d’impiego. Con una lunghezza di circa 95 metri e un dislocamento di 2.400 tonnellate, il pattugliatore è stato progettato per operare in scenari molto diversi tra loro, dalle missioni di sorveglianza costiera alle operazioni in acque lontane, mantenendo un equilibrio tra autonomia, velocità e capacità di comando e controllo. La possibilità di imbarcare fino a 93 membri dell’equipaggio consente di sostenere attività prolungate, mentre la struttura modulare permette di riconfigurare rapidamente la nave in base alle esigenze della missione, integrando sistemi di difesa, sensoristica avanzata e capacità di supporto logistico.
Dal punto di vista operativo, il Vivaldi è pensato per rispondere alle esigenze della difesa italiana in un Mediterraneo sempre più strategico. La nave può svolgere attività di pattugliamento, contrasto ai traffici illeciti, controllo delle rotte commerciali, interventi in caso di crisi umanitarie e operazioni di sicurezza marittima. La presenza di tecnologie di ultima generazione, sviluppate in collaborazione con Leonardo, consente una gestione efficiente dello spazio di battaglia, con sistemi di sorveglianza in grado di monitorare ampie aree e reagire rapidamente a minacce convenzionali e asimmetriche.

Il valore del Vivaldi non si limita però al contesto nazionale. L’unità si inserisce in un quadro europeo in cui la sicurezza marittima è diventata una priorità condivisa. Le marine europee stanno convergendo verso piattaforme più interoperabili, capaci di operare insieme in missioni congiunte sotto l’ombrello dell’Unione Europea o della NATO. In questo senso, il nuovo OPV contribuisce a rafforzare la capacità dell’Italia di partecipare a operazioni multinazionali, offrendo una nave moderna, versatile e pienamente integrabile con gli standard europei.
La costruzione del Vivaldi conferma inoltre il ruolo di Fincantieri come uno dei principali attori dell’industria navale europea. Ogni nuova unità di questa classe non solo aumenta le capacità operative della Marina italiana, ma contribuisce anche alla competitività tecnologica dell’Europa nel settore della difesa, in un momento in cui l’autonomia strategica e la sicurezza delle rotte marittime sono diventate questioni centrali per l’intero continente.
