Per la prima volta dall’inizio dell’invasione russa, migliaia di cittadini ucraini sono scesi in piazza per protestare apertamente contro il governo del presidente Volodymyr Zelensky, accusato di aver indebolito la lotta alla corruzione con una nuova legge che riduce l’indipendenza delle principali agenzie anticorruzione del Paese.
Le manifestazioni, iniziate il 22 luglio e proseguite nei giorni successivi, hanno coinvolto Kiev, Leopoli, Dnipro, Odessa e altre città. Al centro della protesta c’è la legge 12414, approvata dal Parlamento e firmata da Zelensky, che pone il NABU (Ufficio nazionale anticorruzione) e il SAPO (Procura specializzata anticorruzione) sotto il controllo diretto del procuratore generale, figura nominata dal presidente stesso.
I manifestanti — tra cui studenti, attivisti, veterani di guerra e familiari di soldati — hanno esposto cartelli con slogan come “Abbiamo scelto l’Europa, non l’autocrazia”, “La corruzione ringrazia” e “Mio padre non è morto per questo”. La mobilitazione è stata spontanea, organizzata tramite social network e canali Telegram, nonostante la legge marziale ancora in vigore e il coprifuoco imposto in molte città.

Secondo gli attivisti, la nuova legge rappresenta un grave passo indietro nel percorso di adesione all’Unione Europea, dove la lotta alla corruzione è uno dei requisiti fondamentali. Anche la Commissione Europea ha espresso preoccupazione, definendo la norma “una minaccia all’indipendenza delle istituzioni” e “un ostacolo al processo di integrazione”.
Zelensky ha difeso la legge sostenendo che serve a eliminare l’influenza russa sulle agenzie anticorruzione, ma ha promesso di presentare una nuova proposta che ne tuteli l’autonomia. Tuttavia, molti manifestanti hanno giudicato le sue parole troppo vaghe e insufficienti a placare il malcontento.
Un segnale di maturità democratica
Al di là delle critiche e delle tensioni, queste manifestazioni rappresentano un momento cruciale per la democrazia ucraina. In un Paese in guerra, dove ogni dissenso potrebbe essere facilmente represso, il fatto che migliaia di cittadini possano protestare liberamente è una prova tangibile dell’avvicinamento di Kiev ai valori occidentali.
A differenza della Russia, dove le manifestazioni contro il governo vengono sistematicamente represse con arresti, intimidazioni e censura, in Ucraina le piazze si riempiono, i cartelli si alzano e le voci si fanno sentire. È il segno che, nonostante la guerra, la società civile ucraina è viva, consapevole e determinata a difendere la propria libertà.
