L’Iran ha firmato un accordo da 500 milioni di euro con la Russia per l’acquisto di 500 sistemi di difesa aerea portatili Verba e circa 2.500 missili 9M336, secondo quanto riportato dal Financial Times e ripreso da diverse agenzie internazionali. Si tratta di un’intesa significativa, che rafforza ulteriormente la cooperazione militare tra Teheran e Mosca in un momento di forte tensione regionale.
Il sistema Verba è un’arma portatile progettata per colpire missili da crociera, velivoli a bassa quota e droni, ed è pensato per essere utilizzato da piccoli team mobili. La sua efficacia contro bersagli rapidi e manovrabili lo rende particolarmente utile in scenari di guerra moderna, dove i droni e gli attacchi a bassa quota sono diventati una minaccia costante.
Secondo i documenti citati, le consegne dovrebbero avvenire tra il 2027 e il 2029, suddivise in tre tranche. Tuttavia, alcune fonti suggeriscono che alcune unità potrebbero essere già state trasferite in anticipo, anche se questo punto non è stato verificato in modo indipendente.
La richiesta iraniana nasce da un’esigenza precisa: durante il conflitto di 12 giorni con Israele dello scorso anno, la rete di difesa aerea iraniana avrebbe subito danni significativi. Teheran ha quindi accelerato i piani per rafforzare le proprie capacità difensive, puntando su sistemi più moderni e su tecnologie in grado di contrastare attacchi complessi e saturanti.
L’accordo includerebbe anche apparecchiature per la visione notturna, fondamentali per operazioni in condizioni di scarsa visibilità. Per Mosca, questa vendita rappresenta un ulteriore passo nella sua strategia di consolidamento delle partnership militari con Paesi che condividono interessi geopolitici alternativi all’Occidente.

In sintesi, l’intesa da 500 milioni di euro non è solo un contratto di armamenti: è un segnale politico e strategico. L’Iran rafforza la propria difesa dopo un conflitto che ha messo in luce vulnerabilità critiche, mentre la Russia consolida la sua influenza militare in Medio Oriente, ampliando la cooperazione con un alleato sempre più centrale nei suoi equilibri internazionali.
